La sfida del Piano regolatore

Con le varie aggregazioni, susseguitesi dal 2004 al 2013, il territorio di Lugano è aumentato fino a raggiungere i 75 chilometri quadrati, e si estende dal San Salvatore fino al Gazzirola. Per grandezza è la seconda città svizzera dopo Zurigo. Anche a livello altimetrico si passa dai 273 metri del lago ai 2’116 del Gazzirola, con un dislivello di quasi 2’000 metri. Solo questi dati bastano per far comprendere la varietà, la tipologia e la struttura morfologica del nuovo territorio. Si passa dal grande polmone verde della Valcolla, costituito di montagne, prati e boschi, a zone più collinari e pianeggianti intorno al lago, più a vocazione residenziale, commerciale e industriale. Gestire in maniera ottimale tutto questo territorio è un’impresa ardua, ancora più difficile per il numero di Piani regolatori a tutt’oggi in vigore. Da anni si parla di un Piano regolatore unitario per tutta la città. Dotare Lugano di questo strumento coordinato per l’insieme del suo territorio è la grande sfida del Comune nei prossimi anni.

Si tratta di un progetto strategico che comporta il coinvolgimento di più livelli d’analisi. Sarà essenziale stabilire dei principi chiari sui quali sviluppare poi tutto il nuovo modello.

Il nuovo Pr dovrà regolare in maniera armoniosa gli spazi abitativi, residenziali, amministrativi, industriali e quelli verdi, puntando sulla densificazione e non la cementificazione del territorio. Il nostro contesto naturale è molto pregiato e sarebbe un delitto deturparlo ulteriormente. È indispensabile uno sviluppo edilizio sostenibile e non invasivo, che tuteli la bellezza del paesaggio e le peculiarità delle varie zone. Inoltre, occorrerà tenere in considerazione i seguenti punti nell’ottica di migliorare la vivibilità di Lugano: riservare spazio per l’uomo e non solo per il costruito; prevedere un consistente arredo a verde e la presenza di parchi nelle aree maggiormente popolate; valorizzare le rive del lago e dei corsi d’acqua; organizzare la città in poli funzionali; riservare sufficienti spazi per i compiti pubblici; adottare misure ecologiche, di risparmio energetico e idrico; fondare la mobilità urbana su una rete integrata di trasporti pubblici, con spina dorsale la rete tranviaria; rendere fluido il traffico dei residenti, limitando quello pendolare; sviluppare la disponibilità di posteggi secondo i singoli comparti e funzioni di Pr; verificare la capacità delle strade in funzione delle possibilità edificatorie concesse nei singoli quartieri; preservare la memoria storica e culturale di Lugano; infine tutelare e valorizzare le aree naturali. Sono solo alcuni esempi d’azione. La materia certamente non manca.

Ora tocca alla politica concretizzare questi intenti!

Roberto Badaracco
Candidato PLR al Municipio di Lugano


Pubblicato su LaRegione, 02.04.2016