“C’è chi mette il bastone fra le ruote”

Intervista a Roberto Badaracco sul Polo Sportivo di Lugano: “Di facciata sono tutti d’accordo ma poi…”

Ieri sera attorno alle 19:00 nella casella di posta elettronica della redazione abbiamo ricevuto un’interrogazione al Municipio di Lugano firmata dalla consigliera comunale Sara Beretta Piccoli intitolata “Il sogno di chi?”. Il riferimento è alle pagine a pagamento apparse sul Corriere del Ticino a sostegno del nuovo polo sportivo della città. La consigliera comunale, fra le altre cose, chiede al Municipio se abbia partecipato ai costi della pubblicazione e a quanto questi ammontino.

Una domanda che abbiamo girato a Roberto Badaracco, titolare del Dicastero Sport…”Sono venuto a conoscenza dell’interpellanza ma so anche che è immediatamente stata ritirata. Abbiamo subito chiarito il contesto: la città non è promotrice dell’iniziativa. Certo, la sosteniamo come abbiamo sempre sostenuto ogni attività volta a portare a termine il progetto del nuovo polo sportivo. Personalmente l’ho trovata una bellissima iniziativa. Come Municipio abbiamo sempre fatto di tutto per far capire l’importanza che ha questo progetto, noi però siamo l’ autorità e dunque potrebbe sembrare che rappresentiamo interessi di parte. Questa iniziativa parte invece dal “basso”, da chi è attivo sul territorio e sente la necessità di avere strutture adeguate. Sono loro a rendersi davvero conto di quanto manchino le giuste infrastrutture. Mi auguro che la popolazione ma soprattutto la politica e in particolare il consiglio comunale si rendano conto cosa c’è dietro. Sapete quante sono le associazioni sportive attive a Lugano? 150!”

Tante, tantissime. Ciò non toglie che si continua a percepire un forte ostracismo da parte di alcune entità…
“C’è qualcuno che purtroppo, e lo capiamo ancor meglio da alcune discussioni nella commissione della gestione, che frena al massimo e mette il bastone fra le ruote. Per me è un peccato, questo è un progetto che dovrebbe essere sentito da tutti. La realtà oggi è che Lugano è rimasta fanalino di coda in Svizzera a livello di strutture. E si badi bene: non  stiamo parlando di un progetto fuori di testa bensì di una struttura normale per Ticino.”

Cosa c’è dietro questo ostruzionismo? Meccanismi politici? Ragionamenti finanziari?
“È chiaro che il progetto tocca anche tasti tasti dolenti. Lo spostamento dell’amministrazione pubblica nel nuovo quartiere e la costruzione delle due torri su tutti. Sostenere che ciò non va bene, equivale però a bloccare tutto. Credo che alcuni la usino solo come scusa. Dobbiamo trovare un accordo, ma a me suona tutto molto strano. Le ragioni non le comprendo anche perchè di facciata sono tutti d’accordo. A inizio giugno tornerà a riunirsi il consiglio comunale, ci sarà da affrontare un voto importante, spero venga lanciato un chiaro segnale. È fondamentale per la riuscita del progetto.” 

Un progetto che sta particolarmente a cuore al presidente del Lugano Angelo Renzetti. Nelle ultime settimane il numero uno bianconero è apparso spazientito…
“Capisco molto bene Angelo. Condivido la sua rabbia e la sua stizza. È lui coinvolto in prima persona, è lui che deve far stare in piedi il club. Sopra la sua testa pende inoltre la spada di Damocle della SFL. Intravvede un rischio per la sua società e lo fa presente. Con Renzetti ho parlato e gli ho garantito che vogliamo rispettare i tempi. Sin qui l’amministrazione ha lavorato in maniera pazzesca, curiamo il dettaglio. Adesso occorre solo far partire la macchina.”

Articolo originale: https://www.ticinonews.ch/sport/500806/c-e-chi-mette-il-bastone-fra-le-ruote