Lugano, nuovo assetto per la Divisione Cultura


Dal 2020 si articolerà in 4 aree di attività. Badaracco: “Dopo il LAC; è tempo di professionalizzare ogni settore”

Cambio strutturale per la Divisione Cultura di Lugano. Il Municipio ha approvato lo scorso 5 settembre la nuova organizzazione, fondata su un’analisi approfondita delle esigenze culturali del contesto regionale – profondamente mutato dalle aggregazioni concluse nel 2013 – e condotta grazie all’ascolto di cittadini e operatori del settore. Il nuovo assetto è coerente con gli indirizzi di programmazione strategica definiti dal Municipio nelle Linee di sviluppo 2018-2028. Uno strumento decisivo che, dopo aver messo il cittadino al centro dell‘azione non solo amministrativa, individua importanti obiettivi per lo sviluppo futuro.

Il riorientamento e la conseguente nuova organizzazione della Divisione Cultura si sono imposti anche alla luce della fusione tra Lugano In Scena e l’Ente Autonomo LAC, tappa conclusiva di un percorso complesso – avviato nel 2014 con la costituzione dei nuovi enti culturali – che quest’anno ha visto concretizzarsi passi importanti: l’avvio della Fondazione Culture e Musei e l‘inaugurazione della nuova sede del Museo delle Culture in Villa Malpensata; il trasferimento dell’Archivio storico da Casa Cattaneo all’ex-municipio di Castagnola; il consolidamento della fondazione di gestione del MASI; il rilancio della Fondazione Lugano per il Polo Culturale.Questa evoluzione ha consentito di rimettere al centro delle attività della Divisione Cultura sia il patrimonio storico e artistico diffuso sia il cittadino – inteso come professionista nell’ambito culturale e creativo -, aggiungendo nuove competenze a quelle messe in atto dalle istituzioni culturali fondate o partecipate dalla Città. L’obiettivo è di tornare a guardare all’identità storica e al potenziale creativo della cultura a Lugano come strumenti concreti anche per lo sviluppo sociale ed economico della comunità.Dopo anni di impegno quasi esclusivamente diretto alle necessità del polo culturale, ora abbiamo deciso di concentrarci su due livelli” spiega Roberto Badaracco, capo dicastero Cultura, Sport ed Eventi. “Le esigenze dei tanti professionisti che in città hanno scelto di lavorare nella cultura e la messa in valore dello straordinario patrimonio storico e artistico della città. Grazie al nuovo assetto della Divisione con la nuova direzione ci proponiamo di sostenere e sviluppare il potenziale creativo di Lugano, per cercare di dimostrare con i fatti che la cultura può essere un fattore di sviluppo a ogni livello. In questo senso, l’arrivo del LAC ha creato le condizioni ideali per proporre e promuovere anche le eccellenze cittadine, ma dobbiamo fare di più per la professionalizzazione dei
nostri creativi in ogni settore, dando risposte concrete per chi lavora in un ambito sempre più competitivo e complesso”.Sul tema del patrimonio culturale il municipale ha precisato che “senza una diversa consapevolezza per il nostro passato, non possiamo pretendere di costruire il futuro e per questo abbiamo deciso di dotarci di una struttura snella – possibile anche in virtù di un nuovo coordinamento tra ben tre dicasteri – per provvedere sia alla conservazione dell’inestimabile patrimonio artistico che ci è stato lasciato, ma anche a favorire una maggiore consapevolezza per la nostra storia, anche tra gli stessi luganesi, oltre che per favorire un turismo in costante crescita e sempre più interessato ad arte e
cultura”. La nuova Divisione cultura attiva dal 2020 si articola in quattro aree di attività definite come segue:

Patrimonio culturale
Coordina e gestisce i beni culturali cittadini. Nel servizio confluiscono le competenze dell’Archivio storico in un nuovo e più ampio ambito di azione. La struttura sovrintende in modo puntuale alla conservazione e al restauro delle testimonianze storiche e artistiche diffuse sul territorio comunale, e assolve alle attività educative e di divulgazione di un patrimonio pubblico di inestimabile valore, spesso poco conosciuto dagli stessi cittadini. Fornisce inoltre un supporto qualificato e unitario alla gestione delle esposizioni permanenti di competenza della divisione cultura (il Museo Wilhelm Schmid a Bré, il percorso espositivo con opere dell’Ottocento di Villa Ciani, il piccolo museo Museo Rainis e Aspazija di Castagnola), ma anche delle future esposizioni nel contesto cittadino,
realizzate in collaborazione tra pubblico e privato, grazie a un coordinamento più forte con la Divisione Eventi.

Sviluppo culturale
Individua, facilita, potenzia e sostiene – tramite finanziamenti erogati sulla base di avvisi pubblici, ma anche grazie ad attività di formazione e orientamento rivolte ai professionisti del settore – progetti culturali e creativi di livello professionale promossi sul territorio da cittadini, associazioni e imprese culturali. Promuove la nascita di reti culturali cittadine, sia tematiche che intersettoriali, stimolando il miglioramento della qualità dell’offerta anche su scala nazionale e internazionale. Obiettivo finale è favorire e professionalizzare la capacità creativa della comunità, intesa anche come strumento di sviluppo sociale ed economico collettivo, coinvolgendo sia le industrie culturali e creative sia i progetti interdisciplinari con finalità sociale come “cultura e salute” e “cultura e integrazione”.

Istituzioni culturali
Funge da supporto agli istituti culturali fondati o partecipati dalla Città di Lugano (LAC, MASI-Museo d’Arte della Svizzera italiana, FCM-Fondazione cultura e musei, LuganoMusica, Fondazione Caccia, Fondazione Sassu); facilita la collaborazione tra gli istituti e l’Amministrazione cittadina. Monitora il corretto svolgimento delle attività previste da accordi e contratti e incentiva la collaborazione tra gli istituti culturali e con soggetti terzi.

Direzione
Svolge una funzione strategica e coordina le aree di responsabilità. È coadiuvata dal Servizio finanze e da una segreteria generale con funzione di supporto alla divisione. È responsabile del fundraising, in collaborazione con la Fondazione Lugano per il Polo Culturale, e di incentivare un più stretto rapporto tra pubblico e privato. Secondo i dati dell’Ufficio federale della cultura (Statistica tascabile della cultura in Svizzera 2019), le industrie culturali e creative già nel 2013 contavano oltre 275.000 addetti in circa 71.000 imprese, corrispondenti al 5,5% di tutti gli addetti e al 10,9% di
tutte le imprese svizzere.

Il settore ha prodotto un valore aggiunto lordo di circa 22 miliardi di franchi e un fatturato complessivo di quasi 69 miliardi, contribuendo al valore aggiunto lordo della Svizzera con
una quota pari al 3,9%. Evidente è il grande potenziale occupazionale di questo segmento economico: il numero degli addetti è paragonabile a quello del settore finanziario (5,6%) e
turistico (4,8%) e supera in modo netto i cluster delle scienze della vita (3,1%) e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (3,7%). Con il 10,9% delle imprese,
l’economia culturale registra una quota almeno due volte più consistente dei cluster citati.Inoltre, l’offerta culturale ha una grande valenza economica per il turismo in Svizzera come conferma Svizzera Turismo (Tourism Monitor 2017). Tra le attività più amate dai turisti stranieri si annoverano le visite a luoghi d’interesse storico (27% dei turisti stranieri), chiese e cattedrali (26%), musei e mostre (21%) e di castelli e fortezze (19%). Considerando tutti i turisti, svizzeri e stranieri, nelle città svizzere, la visita a luoghi d’interesse storico e culturale è l’attività preferita (39% di tutti turisti).

Articolo originale: https://www.ticinonews.ch/ticino/491192/lugano-nuovo-assetto-per-la-divisione-cultura

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