Che ne sarà del LAC?


Intervista a tutto campo al neo-municipale di Lugano Roberto Badaracco. Dagli eventi al calcio a Milo Moiré…

Ha appena ereditato da Giovanna Masoni Brenni la guida del Dicastero Cultura, sport ed eventi, che comprende anche il LAC. Fresco di nomina, il municipale della città di Lugano, Roberto Badaracco, ci parla delle importanti sfide che lo attendono nel prossimo quadriennio: dal centro culturale, appunto, ai progetti del polo congressuale e del polo sportivo. Dossier su cui dovrà chinarsi nelle prossime settimane, per approfondirne i contenuti, ma già sin d’ora ci sono alcuni punti su cui le idee sono chiare.

Il LAC

Cominciamo domandandogli quale indirizzo dovrà seguire il LAC.

“Il LAC è tutto in divenire. La partenza fa ben sperare, con 1000 visite al giorno. La risposta da parte del pubblico sia per il museo che per le manifestazioni nella hall ci fa ben sperare. Nei prossimi anni sarà importante mantenere un’offerta che sappia richiamare l’attenzione. Dovremo migliorare sempre di più. In tal senso non sarebbe male organizzare eventi di richiamo nazionale e internazionale. Ad esempio organizzare mostre di autori e pittori importanti, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Permetterebbe di attirare l’attenzione mediatica, porterebbe più persone in città, con evidenti ricadute positive per turismo e ristorazione.”

Fra gli artisti contemporanei che indubbiamente fanno parlare di sé, c’è la svizzera Milo Moiré che i nostri lettori conoscono bene. Ha partecipato ad Art Basel e Art Cologne, suscitando scalpore con le sue performance in cui si esibisce completamente nuda. Chiediamo, maliziosamente, al neo-municipale come vedrebbe un’esibizione di Milo Moiré al LAC.

“Non so se un’artista nuda sia la strada giusta [ride]. Credo che il LAC debba investire su mostre di qualità e artisti importanti.”

Gli eventi: da Piazza Manzoni al Ciani

Archiviata la possibilità di vedere Milo Moiré sul Ceresio, chiediamo a Badaracco un commento sui cambiamenti in atto quest’anno nelle location degli eventi luganesi. Il villaggio degli Europei, con allegato maxi-schermo, e il palco dei concerti del LongLake Festival si sposteranno da Piazza Manzoni al Ciani. Una decisione che sembrerebbe essere stata presa per non disturbare gli esercenti in centro.

“Di primo acchito è chiaro che spostare gli eventi al Ciani, lasciando la città sguarnita, sembra un peccato. Con gli eventi in piazza c’era un movimento continuo per tutta l’estate che poteva portare un beneficio diretto agli esercenti. Ho appena preso in mano il Dicastero, bisognerà vedere se la scelta fatta è quella giusta. Si tratterà di sperimentare l’opzione Ciani e capire se funziona.”

Parlando di eventi. Da alcuni anni per garantire una programmazione continua e di qualità la città collabora con i privati.

“È un dato di fatto che la città non possa più permettersi di organizzare eventi facendosi integralmente carico delle spese. Le collaborazioni con i privati sono buone. Le manterremo anche in futuro. Bisogna però essere chiari e mettere, quando serve, dei paletti per evitare che l’impatto su Piazza Riforma o su altri luoghi diventi ingestibile. C’è in ballo una questione di gestione della sicurezza pubblica che va gestita anche con il Dicastero polizia”.

Congressi e sport, i due poli

Parlando di Dicasteri. Assieme alla cultura Badaracco ha ereditato anche sport e congressi. All’orizzonte ci sono due importanti progetti che segneranno questa legislatura.

“Il progetto del polo congressuale sarà uno dei dossier sui quali mi dovrò chinare. L’altro grande progetto riguarda il polo sportivo a Cornaredo, un’altra scommessa non di poco conto. Oggi sappiamo che ci sono una decina di investitori privati interessati al progetto. Nei prossimi mesi bisognerà capire quanto sono pronti ad investire, quali vantaggi vogliono trarre dal progetto e quali vantaggi vogliamo trarre noi da questa collaborazione”.

Per chiudere, riallacciandoci al progetto del polo sportivo, chiediamo a Badaracco un commento sulla non facile situazione del FC Lugano.

“Il mio auspicio è che il Lugano faccia una bella figura nella finale di Coppa. Dopo la finale dei Play-Off, una vittoria del FCL in Coppa sarebbe bellissima per tutto lo sport luganese. Per quanto riguarda il campionato, ci teniamo tutti che il Lugano si salvi. Avere una squadra in Super League è un punto a favore non solo per la città ma per tutto il Cantone. La visione per il futuro è avere una squadra in Super League con uno stadio che sia all’altezza degli standard della Federazione, che possa essere occupato nella maniera giusta, con tanto pubblico. Che diventi un luogo di richiamo”.

 

Versione originale: http://www.ticinonews.ch/ticino/279457/che-ne-sara-del-lac

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