“Che l’iniziativa sul nuoto affondi”


È una bocciatura senza appello quella del Municipio di Lugano all’iniziativa popolare “Il nuoto non si tocca!” (3.785 firme, di cui 3.395 valide), nata dopo che nel Preventivo 2015 era stato paventato un pesante taglio ai corsi in piscina per le elementari, comunque sostanzialmente salvati dal Consiglio comunale, che in giugno votò un emendamento per il ripristino dei PLR Roberto Badaracco e Deborah Moccetti Bernasconi.

L’Esecutivo: «Iniziativisti irremovibili»
Ciò nondimeno – malgrado che il Municipio nel Preventivo 2016 abbia dunque fatto retromarcia sul taglio – gli iniziativisti non hanno ritenuto di dover ritirare la loro proposta. Questo benché, come ha sostenuto l’Esecutivo nel messaggio con cui chiede di non appoggiare l’iniziativa – «nei mesi che hanno preceduto l’allestimento del messaggio si è cercato di trovare una soluzione con gli iniziativisti che andasse nella direzione di un ritiro dell’iniziativa, in virtù delle decisioni del Legislativo nel frattempo prese e di cui si è detto sopra e della proposta del Municipio di farsi promotore di una modifica del Regolamento dell’Istituto scolastico comunale di Lugano per inserire un nuovo articolo che andasse nella direzione di quanto auspicato dall’iniziativa. Un accordo in tal senso non è però stato trovato a causa della posizione irremovibile assunta dagli iniziativisti su alcuni punti da loro ritenuti fondamentali».

«L’offerta attuale è già generosa»
Inoltre, entrando nel merito delle conseguenze dell’iniziativa, il Municipio sostiene che «gli iniziativisti pretendono che i corsi di nuoto vengano offerti per 4 anni consecutivi, dalla seconda alla quinta, in misura di 35 minuti settimanali o in forma raggruppata in un periodo più breve. Calcolando che un anno scolastico ha circa 36 settimane, si tratta di un aumento delle ore di nuoto enorme rispetto allo stato attuale (si passerebbe dalle attuali 33-36 ore a ben 144 ore, ovvero più del quintuplo). Tale cambiamento comporterebbe innanzi tutto un importante aumento della spesa del Comune in ambito scolastico. Inoltre, anche a livello di logistica, di organizzazione delle lezioni, di trasporto e di strutture disponibili, l’attuazione di quanto richiesto dagli iniziativisti comporterebbe seri problemi. Per quanto riguarda in particolare i costi, quelli del personale (in riferimento segnatamente al docente di appoggio per i corsi) e quelli di trasporto, aumenterebbero in modo considerevole», ha affermato l’Esecutivo, secondo il quale l’offerta attuale di Lugano è già tra le più generose e rispetta quanto raccomandato dal Cantone per un corretto apprendimento delle nozioni basilari del nuoto. Sono consigliate un minimo di 6 unità didattiche all’anno, ma ad oggi Lugano ne propone circa il doppio. Inoltre, secondo l’Esecutivo, il potenziamento chiesto nell’iniziativa metterebbe in crisi le griglie orarie scolastiche.

«Ci sono anche problemi formali»
Oltre alle questioni di carattere logistico e finanziario, il Municipio ha sostenuto che l’iniziativa avrebbe delle criticità dal punto di vista formale. In particolare gli iniziativisti, anche nelle successive trattative con l’Esecutivo, hanno posto come condizioni imprescindibili da codificare in una base legale il numero di ore del nuoto durante il periodo scolastico, l’organizzazione dei corsi di nuoto estivi e il fatto che gli stessi devono essere offerti da persone residenti. Due condizioni che «non possono in nessun caso essere inserite in un regolamento», ha affermato l’Esecutivo.

«Inutile cercare delle alternative»
Infine, oltre a chiedere di respingere l’iniziativa, il Municipio ha messo le mani avanti, sostenendo anche l’inutilità di una proposta alternativa. «Si ritiene che un eventuale controprogetto, oltre a trovare in alcun modo l’approvazione da parte degli iniziativisti, sarebbe del tutto superfluo a fronte della risoluzione del Consiglio Comunale del 30 giugno 2015».

Badaracco: «Meglio una controproposta»
Ciò nondimeno lo stesso Badaracco, da noi interpellato, di fronte al parere municipale, ha sostenuto che «invece l’idea di un controprogetto non va scartata affatto, perché buona parte delle proposte degli iniziativisti sono condivisibili. In particolare va sottolineato che, benché nell’ultimo Preventivo il Municipio abbia fatto retromarcia, la base legale in materia è precaria e quindi il problema di un’abolizione potrebbe ripresentarsi in futuro. Un’eventualità che a mio avviso va assolutamente scongiurata».


Articolo a cura di Giacomo Paolantonio

http://www.gdp.ch/cronache/luganese/che-liniziativa-sul-nuoto-affondi-id114940.html

 

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